Le Più Ricche Famiglie con Enormi Riserve d’Oro

L’oro è da sempre un simbolo di potere e sicurezza finanziaria, e le famiglie più ricche e influenti del mondo non solo possiedono patrimoni immensi in immobili, aziende e investimenti, ma detengono anche enormi quantità di oro come riserva strategica per proteggersi da crisi economiche, inflazione e instabilità politica.

Trovare informazioni precise sulle riserve auree private di queste famiglie è estremamente difficile. A differenza delle riserve d’oro ufficiali degli Stati e delle banche centrali, le detenzioni private sono spesso segrete e riservate, custodite in bunker ultra-protetti, caveau privati e fuori dai circuiti bancari tradizionali. Molte di queste scorte d’oro non sono dichiarate ufficialmente, e solo attraverso analisi finanziarie, rapporti di mercato e stime di esperti è possibile ottenere un quadro approssimativo della loro grandezza.

La seguente classifica, basata su stime di ricchezza personale e aurifera ottenuta con ChatGPT, raccoglie le informazioni pubblicamente disponibili e le previsioni più affidabili sulle famiglie che possiedono le maggiori riserve d’oro private. Alcune di esse hanno costruito la loro fortuna proprio sull’oro, mentre altre lo hanno accumulato nel tempo come forma di protezione patrimoniale, trasformandolo in una delle risorse più sicure e strategiche della loro ricchezza.


#1. Famiglia Reale Saudita

La Famiglia Reale Saudita, conosciuta come la Casa di Saud, ha radici che risalgono al XVIII secolo, quando Muhammad ibn Saud stabilì il primo stato saudita in collaborazione con il riformatore religioso Muhammad ibn Abd al-Wahhab. Questo sodalizio pose le basi per l’adozione del wahhabismo, una forma rigorosa dell’Islam sunnita, come dottrina ufficiale del regno. Nel corso del tempo, la famiglia attraversò periodi di espansione e contrazione del proprio dominio. La svolta decisiva avvenne all’inizio del XX secolo, quando Abd al-Aziz al Saudd riconquistò Riad nel 1902, consolidando gradualmente il controllo su gran parte della penisola arabica. Nel 1932, proclamò la nascita del Regno dell’Arabia Saudita, unificando le diverse regioni sotto la sua leadership.

La scoperta del petrolio nel 1938 segnò una svolta epocale per il regno. Geologi americani, collaborando con funzionari sauditi, individuarono vasti giacimenti petroliferi, trasformando l’economia del paese. L’Arabian American Oil Company (ARAMCO), fondata nel 1944, divenne il fulcro dell’industria petrolifera saudita, garantendo enormi entrate alla famiglia reale e al paese nel suo complesso. Grazie ai proventi del petrolio, la famiglia reale ha potuto finanziare ambiziosi progetti infrastrutturali e modernizzare il paese. Tuttavia, la gestione delle risorse ha spesso favorito i membri della famiglia, consolidando il loro potere economico e politico.

La ricchezza complessiva della famiglia reale è oggetto di stime variabili. Alcune fonti suggeriscono che il patrimonio possa superare i 1,1 trilioni di sterline (circa 1,4 trilioni di dollari), rendendola una delle famiglie più ricche al mondo. Per quanto riguarda le riserve auree, le informazioni specifiche sulle proprietà private della famiglia reale sono scarse e non ufficialmente documentate. Tuttavia, considerando la tradizione delle famiglie reali saudite di detenere fortune impressionanti, soprattutto in oro, è plausibile che la famiglia reale possieda significative quantità d’oro.


#2. Famiglie di gioiellieri in India e Cina

In India e Cina, il settore della gioielleria è dominato da famiglie e aziende di spicco che hanno costruito la loro ricchezza attraverso generazioni di attività nel commercio e nella lavorazione dei metalli preziosi. In India, nomi come Tata Group, Kalyan Jewellers, Malabar Gold & Diamonds, PC Jeweller e Tribhovandas Bhimji Zaveri (TBZ) sono emblematici di una tradizione orafa profondamente radicata nella cultura del paese. In Cina, aziende come Chow Tai Fook Jewellery Group, Lao Feng Xiang, Chow Sang Sang Holdings International, TSL Jewellery (Tse Sui Luen) e Luk Fook Holdings rappresentano l’eccellenza nel settore, rispondendo a una domanda interna in continua crescita.

La ricchezza complessiva di queste famiglie e aziende è significativa. Ad esempio, il Chow Tai Fook Jewellery Group, fondato nel 1929, è una delle più grandi aziende di gioielleria al mondo, con una capitalizzazione di mercato che ha superato i 12 miliardi di dollari nel 2023. In India, Kalyan Jewellers e Malabar Gold & Diamonds hanno registrato ricavi annuali rispettivamente di circa 2 miliardi e 4,5 miliardi di dollari, consolidando la loro posizione nel mercato globale.

Per quanto riguarda le riserve d’oro detenute da queste entità, le informazioni specifiche non sono pubblicamente disponibili. Tuttavia, considerando che l’India è il secondo consumatore mondiale di oro, con oltre 200 tonnellate di domanda nel primo semestre del 2024, e che la Cina ha visto una vendita di 675 tonnellate di oro per la gioielleria nel 2022, è ragionevole supporre che queste aziende detengano riserve significative di metallo prezioso. Le riserve d’oro in India sono stimate in circa 20.000 tonnellate, detenute principalmente da privati e templi. In Cina, le riserve auree ufficiali ammontano a 1.948 tonnellate, ma si ritiene che le riserve private siano molto più elevate.


#3. Famiglia Agnelli

La Famiglia Agnelli è una delle più potenti dinastie industriali italiane, con un’influenza che ha attraversato oltre un secolo di storia economica. La loro ricchezza si è costruita attorno alla Fiat, fondata nel 1899 da Giovanni Agnelli, che trasformò l’azienda in uno dei principali colossi automobilistici mondiali. Oltre all’industria dell’auto, gli Agnelli hanno diversificato il loro impero attraverso la holding Exor, che controlla Ferrari, Stellantis, CNH Industrial, The Economist, PartnerRe e Juventus.

Negli anni, la famiglia ha accumulato non solo un vasto patrimonio in beni industriali e finanziari, ma anche una rilevante riserva d’oro, spesso definita “l’oro del Senatore”, in riferimento a Giovanni Agnelli. Secondo alcune fonti, la famiglia possiederebbe circa 138 tonnellate d’oro, per un valore stimato attorno ai 10 miliardi di euro. La maggior parte di questo tesoro sarebbe stata accumulata durante il periodo tra le due guerre mondiali, quando Agnelli convertì parte dei profitti derivanti dalle forniture belliche in lingotti d’oro, depositati inizialmente in una banca di Basilea, in Svizzera.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’oro sarebbe stato trasferito nel Free Port dell’aeroporto di Cointrin a Ginevra, un luogo noto per la sua sicurezza e segretezza. Nonostante queste informazioni siano state più volte riportate in inchieste giornalistiche, la famiglia non ha mai confermato ufficialmente l’entità e la posizione delle sue riserve auree. Alcuni ritengono che una parte dell’oro sia custodita in Svizzera, mentre un’altra possa essere dislocata tra istituti bancari privati e caveau in Italia e altri paesi europei.

Questo tesoro è stato anche al centro di speculazioni riguardo alle dispute ereditarie tra i membri della famiglia Agnelli, specialmente dopo la morte di Gianni Agnelli e, più recentemente, di Marella Agnelli. Nonostante il riserbo che avvolge la questione, se confermata, questa riserva aurea farebbe degli Agnelli una delle famiglie private con più oro fisico al mondo.


#4. Famiglia Rothschild

La Famiglia Rothschild è una delle dinastie bancarie più influenti nella storia europea. Le origini risalgono al XVIII secolo con Mayer Amschel Rothschild, nato nel 1744 a Francoforte sul Meno, Germania. Figlio di Amschel Moses Rothschild, un cambiavalute, Mayer avviò un’attività finanziaria che si espanse rapidamente. Stabilì una strategia unica inviando i suoi cinque figli nei principali centri finanziari europei: Amschel Mayer rimase a Francoforte, Salomon Mayer si trasferì a Vienna, Nathan Mayer a Londra, Calmann Mayer a Napoli e Jakob Mayer a Parigi. Questa rete familiare permise loro di operare su scala internazionale, facilitando transazioni finanziarie e prestiti governativi in tutta Europa.

Durante le Guerre Napoleoniche, i Rothschild giocarono un ruolo cruciale nel finanziamento degli sforzi bellici britannici. Nathan Mayer Rothschild, operando da Londra, organizzò l’invio di lingotti d’oro agli eserciti del duca di Wellington e gestì i sussidi finanziari britannici agli alleati continentali. La loro capacità di mobilitare ingenti capitali e di trasferire fondi attraverso i confini li rese partner indispensabili per vari governi europei.

La ricchezza accumulata dai Rothschild nel XIX secolo era immensa, rendendoli una delle famiglie più facoltose del mondo. Possedevano oltre 40 palazzi in Europa e una vasta collezione d’arte. Tuttavia, a causa della natura privata delle loro operazioni finanziarie e della struttura familiare, le cifre esatte del loro patrimonio non sono facilmente quantificabili.

Per quanto riguarda le riserve d’oro, la famiglia era nota per il commercio e la detenzione di ingenti quantità di metallo prezioso, utilizzato sia per finanziare operazioni sia come riserva di valore. Le loro attività nel commercio di lingotti e nella gestione di riserve auree erano centrali nel loro modello di business. Tuttavia, dettagli specifici sulle quantità detenute non sono pubblicamente disponibili.


#5. Eric Sprott

Eric Sprott è un imprenditore e investitore canadese nato nel 1944/45. Dopo aver conseguito una laurea presso la Carleton University, ha iniziato la sua carriera come analista finanziario presso Merrill Lynch, per poi affermarsi come gestore di fondi. Nel 2001, ha venduto la sua prima azienda, Sprott Securities, al personale della società e ha donato 10 milioni di dollari alla Carleton University, che in suo onore ha rinominato la sua scuola di business in Sprott School of Business.

Sprott è noto per la sua visione rialzista sull’oro, avendo consigliato agli investitori di acquistare oro prima della crisi finanziaria del 2008. Dopo la crisi, l’oro ha raggiunto nuovi massimi storici, superando i 2.000 dollari l’oncia. Ha anche fondato la Sprott Molybdenum Participation Corporation nel 2007, un hedge fund specializzato in attività legate al molibdeno. È stato presidente di Sprott Inc., una società di gestione patrimoniale con sede a Toronto, dal 2010 fino al suo ritiro nel maggio 2017.

Per quanto riguarda il suo patrimonio netto, Forbes lo ha incluso nella lista dei miliardari, indicando una significativa ricchezza accumulata attraverso le sue attività di investimento. Sprott ha dichiarato di detenere il 90% dei suoi asset, esclusi quelli in azioni di Sprott Inc., in oro e argento. Tuttavia, le informazioni specifiche sulle quantità di oro fisico detenute e sui luoghi di custodia non sono pubblicamente disponibili.


#6. Ray Dalio

Ray Dalio è un imprenditore e gestore di fondi speculativi statunitense, nato l’8 agosto 1949 a New York. È il fondatore di Bridgewater Associates, uno dei più grandi hedge fund al mondo. La sua carriera è iniziata con una laurea alla Long Island University e un MBA presso la Harvard Business School nel 1973. Due anni dopo, nel 1975, ha fondato Bridgewater nel suo appartamento a New York. Nel 2013, la società è stata riconosciuta come il più grande hedge fund a livello globale.​ Secondo la lista di Bloomberg del 2020, Dalio era la 79ª persona più ricca al mondo. È autore del libro “Principles: Life & Work” del 2017, che espone la sua filosofia di gestione aziendale e di investimento.​

Dalio è noto per la sua strategia di investimento denominata All Weather Portfolio, che mira a creare un portafoglio stabile nel tempo, distribuendo gli investimenti tra azioni, obbligazioni a lungo e medio termine, oro e materie prime.​

Per quanto riguarda gli investimenti in oro, Dalio ha espresso una preferenza per il metallo prezioso rispetto alle criptovalute. Nonostante possieda una piccola parte del suo portafoglio in criptovalute, considera l’oro una riserva di valore più affidabile, citando preoccupazioni sulla privacy, potenziali tassazioni governative e la natura speculativa delle criptovalute. Egli sottolinea che l’oro rimane la terza maggiore riserva valutaria dopo il dollaro USA e l’euro.​

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