L’Oro che Supera i 3.000 Dollari per Oncia

Il superamento della soglia dei 3.000 dollari all’oncia da parte dell’oro ha scatenato reazioni contrastanti tra investitori, analisti e semplici risparmiatori. Ma questa soglia, come tante altre nella finanza e nella vita di tutti i giorni, ha più a che fare con la psicologia che con la realtà economica. Un po’ come la benzina a 2 euro al litro: cambia la percezione, non la sostanza. Il vero valore dell’oro non sta nei numeri rotondi che superiamo, ma nella sua funzione ancestrale di bene rifugio.


Viviamo in un’epoca in cui siamo bombardati da messaggi che ci spingono a investire, a non lasciare i soldi fermi, a inseguire rendimenti in modo quasi compulsivo. Che si tratti di buoni postali, ETF azionari o criptovalute, il mantra è sempre lo stesso: se non investi, perdi. Ma la verità è che in questo ciclo continuo e forzato di movimentazione del moneta, il vero rischio è non avere un porto sicuro dove fermarsi. Eppure, pochi si fermano a riflettere: è davvero necessario investire sempre e comunque? O forse il vero segreto sta nel sottrarsi a questa corsa sfrenata e custodire qualcosa che non sia manipolabile?

L’oro fisico è una delle poche alternative per proteggere la propria energia finanziaria. A differenza di un titolo azionario o di un’obbligazione, non dipende da un’azienda, da un governo o da una banca centrale. Non si svaluta con un click della BCE o con una decisione della Fed. È lì, concreto, pesante, eterno. Un pezzo di mondo che rimane saldo mentre tutto il resto fluttua. Chi lo possiede non deve preoccuparsi del fallimento di una banca o delle politiche monetarie che cambiano da un giorno all’altro. È una certezza che pochi altri beni possono offrire.

Non sono un fanatico della teoria del Grande Reset, quel libro di Klaus Schwab sul quale il mondo dei complotti ci ha costruito una carriera lavorativa negli ultimi anni. L’oro rimane sempre quello che è. Ma se dovesse verificarsi una cavalcante rivalutazione dell’oro, quello che accadrà è che chi lo possiede assorbirà, in un certo senso, l’energia finanziaria di tutti coloro che non l’hanno. Per questo invito chiunque non ce l’abbia a valutare se possedere dell’oro potrebbe aiutarlo a evitare che qualcun altro risucchiasse il suo potere d’acquisto. Non si tratta di essere allarmisti, ma di osservare la realtà: quando la carta moneta perde valore, chi possiede oro rimane in piedi.

Forse siamo in uno di quei momenti che capitano una volta ogni mezzo secolo, una sorta di giubileo finanziario in cui l’oro non è solo un rifugio, ma anche un’opportunità. Non perché il mondo lo usi di più rispetto al passato, ma perché è l’unico vero riparo dall’iperliquidità che ha invaso il sistema. Quando la moneta viene creata in eccesso e perde progressivamente il suo valore, l’oro assume una funzione ancora più importante: non solo conserva il potere d’acquisto, ma potrebbe addirittura aumentarlo. E se davvero ci troviamo in uno di quei momenti irripetibili, allora avere almeno una parte del proprio patrimonio in oro potrebbe essere la scelta più saggia.

E a chi dice che l’oro ha fallito perché la moneta non è più legata al sottostante aureo (spesso fanatici religiosi delle criptovalute), ricordo che è il Gold Standard ad aver fallito fino ad ora, non l’oro. Questo metallo prezioso continua a essere accumulato dalle banche centrali di tutto il mondo, proprio mentre qualcuno ci racconta che non serve più. Se fosse davvero un bene inutile, perché gli stessi che controllano il sistema finanziario ne fanno incetta? Davvero pensate che acquisterebbero un bene fallito?

E allora viene da chiedersi: come finirà? L’oro continuerà a salire o assisteremo a un raffreddamento del mercato? Nessuno può dirlo con certezza. Ma in mezzo a questo vortice di speculazioni, inflazione, crisi bancarie e bolle finanziarie, una cosa è sicura: tenere in mano un lingotto, una moneta d’oro, persino un semplice marengo, dà una sensazione di sicurezza che nessun altro investimento riesce a trasmettere. È una pace interiore che non dipende dalle oscillazioni di mercato o dai tassi d’interesse. È la serenità di sapere che, qualunque cosa accada, il tuo valore è custodito in qualcosa di reale.

Mi pongo comunque delle domande… forse l’oro è solo un pezzo di metallo giallo, o forse è la sola cosa che ci permette di non essere travolti dal grande inganno finanziario contemporaneo. Mentre il mondo si chiede quale sarà la prossima grande tendenza di investimento, io guardo i miei piccoli lingotti e le mie piccole monete, sapendo di avere tra le mani qualcosa che nessuna banca centrale potrà mai creare premendo un tasto.

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