La storia è costellata di audaci furti d’oro, eventi che hanno catturato l’immaginario collettivo sia per la grandezza dei bottini, sia per l’ingegnosità dei ladri coinvolti. Ogni epoca ha visto furti straordinari, in cui il genio criminale ha sfidato sofisticati sistemi di sicurezza, dando vita a colpi che sembrano usciti da un film. Questi episodi offrono uno sguardo affascinante sulle capacità umane di pianificare strategie complesse e portarle a termine con precisione.
Oltre all’oro, i bottini spesso includono diamanti, gioielli e pietre preziose, beni di enorme valore che rendono ogni colpo ancora più eclatante. Il mercato nero diventa spesso il destino di questi tesori, alimentando leggende su tesori nascosti e beni irrecuperabili. L’attrazione per questi episodi sta nel contrasto tra l’illegalità dell’azione e la raffinatezza dell’esecuzione, rendendoli parte di un’epica del crimine che continua a incuriosire e stupire.
Indice
- Brink’s-Mat (1983)
- Carlton Hotel di Cannes (2013)
- Banco di Fortaleza (2005)
- WDC di Anversa (2003)
- Volo Lufthansa (1978)
- Green Vault di Dresda (2019)
- L’Oro di Mosca (1936)
- Brink’s Securmark di Roma (1984)
- Banco Central de Argentina (1935)
#1. Brink’s-Mat (1983)
6.800 lingotti (26 milioni di sterline)
La rapina alla Brink’s-Mat del 26 novembre 1983 è considerata uno dei più grandi furti della storia britannica. Sei uomini armati fecero irruzione nel deposito di sicurezza situato a Heathrow, Londra. Il colpo era stato pianificato con l’obiettivo di sottrarre denaro contante, ma una scoperta inattesa cambiò tutto: all’interno del caveau erano custoditi tonnellate di lingotti d’oro.
Grazie alla complicità di Anthony Black, una guardia giurata che fornì ai rapinatori i codici d’accesso, la banda entrò senza difficoltà e immobilizzò il personale presente. In pochi minuti riuscirono a impossessarsi di un bottino senza precedenti. L’oro fu caricato su un furgone e trasportato in una località segreta, da dove sarebbe stato fuso e riciclato nel mercato nero.
Il furto destò immediatamente scalpore. Le autorità britanniche avviarono un’indagine su vasta scala, ma l’operazione di riciclaggio dell’oro fu estremamente efficace. La fusione dei lingotti permise di rimettere in circolazione l’oro rubato, mescolandolo con altro metallo, rendendolo così irrintracciabile. Si stima che una parte dell’oro sia finita nelle riserve ufficiali del Regno Unito e in gioiellerie di tutto il mondo.
Alcuni membri della banda vennero arrestati, tra cui il complice interno Anthony Black, che fornì informazioni decisive per le indagini. Tuttavia, la maggior parte del bottino non fu mai recuperata e molti dei responsabili riuscirono a sfuggire alla giustizia.
#2. Carlton Hotel di Cannes (2013)
Gioielli vari (136 milioni di euro)
Il furto al Carlton Hotel di Cannes, avvenuto il 28 luglio 2013, è considerato uno dei più grandi colpi della storia della gioielleria. Il ladro, un uomo armato ma senza complici, riuscì a sottrarre una collezione di gioielli dal valore eccezionale in pieno giorno, senza sparare un solo colpo.
Il furto avvenne durante un’esposizione organizzata dalla casa di gioielli Leviev, di proprietà del miliardario israeliano Lev Leviev. Il ladro entrò nell’hotel, si fece strada fino alla sala dove erano esposti i gioielli e, puntando un’arma contro il personale, si impossessò dell’intero contenuto della mostra. Il tutto durò poco più di un minuto.
Le indagini rivelarono che il malvivente agì con una precisione straordinaria, lasciando pochi indizi dietro di sé. La polizia francese sospettò il coinvolgimento della famigerata banda Pink Panthers, un’organizzazione criminale internazionale specializzata in rapine di gioielli. Tuttavia, il caso rimane irrisolto e i gioielli non sono mai stati recuperati.
L’episodio contribuì ad aumentare la fama del Carlton di Cannes come obiettivo privilegiato per i rapinatori. Già in passato l’hotel era stato teatro di colpi spettacolari, ma questo rimane uno dei più redditizi della storia della gioielleria.
#3. Banco Central di Fortaleza (2005)
160 milioni di real (70 milioni di euro)
La rapina al Banco Central di Fortaleza, avvenuta nell’agosto del 2005, è considerata uno dei più ingegnosi e audaci furti bancari della storia. Sebbene il furto non riguardi oro o preziosi ma soltanto contanti, vista la sua particolarità del colpo e l’ingente bottino, ho deciso di includerla lo stesso. Un gruppo di criminali organizzò il colpo con una precisione straordinaria, scavando un tunnel sotterraneo di circa 80 metri per raggiungere il caveau della banca senza destare sospetti.
La banda, che si presentava come una società di giardinaggio, affittò un edificio nelle vicinanze della banca e iniziò a scavare il tunnel per diversi mesi. Il passaggio era ben strutturato, con illuminazione e ventilazione, permettendo ai rapinatori di lavorare senza essere scoperti. Il tunnel sbucava direttamente sotto il caveau del Banco Central, consentendo loro di accedere ai depositi di contanti senza attivare allarmi.
Il colpo venne eseguito tra il 6 e il 7 agosto, durante il fine settimana, quando la banca era chiusa. I ladri svuotarono completamente il caveau, portando via un’enorme quantità di denaro in banconote non registrate, il che rese impossibile tracciare il bottino. Quando i dipendenti della banca scoprirono il furto il lunedì successivo, trovarono solo una cassaforte devastata e un tunnel perfettamente scavato.
Le indagini portarono all’arresto di alcuni membri della banda, ma gran parte del bottino non fu mai recuperata. Alcuni sospetti furono assassinati nei mesi successivi, probabilmente a causa di regolamenti di conti interni al gruppo criminale.
#4. WDC di Anversa (2003)
Gioielli, oro e contanti (100 milioni di euro)
Il furto al World Diamond Center di Anversa, avvenuto tra il 15 e il 16 febbraio 2003, è uno dei colpi più spettacolari mai realizzati nel settore dei diamanti. Anversa, considerata la capitale mondiale dei diamanti, ospita nel suo distretto centinaia di caveau e depositi ultra-protetti, rendendo il furto un’impresa quasi impossibile. Tuttavia, una banda di ladri altamente specializzati, guidata dall’italiano Leonardo Notarbartolo, riuscì a eludere i sofisticati sistemi di sicurezza e a sottrarre un bottino dal valore incredibile.
Il piano venne preparato per anni. Notarbartolo, fingendosi un commerciante di diamanti, riuscì ad ottenere l’accesso ai locali e a studiare il sistema di sicurezza. Il caveau del Diamond Center era protetto da cinque livelli di sicurezza, tra cui sensori di movimento, serrature magnetiche e telecamere di sorveglianza. Ma i ladri riuscirono a disattivare gli allarmi, forzare le cassette di sicurezza e svuotarle senza lasciare tracce evidenti.
Il furto venne scoperto solo il lunedì successivo, quando i commercianti di diamanti trovarono le cassette blindate aperte e completamente svuotate. L’intera operazione fu eseguita con una precisione straordinaria, tanto che gli investigatori inizialmente non riuscirono a spiegare come i ladri avessero aggirato tutti i dispositivi di sicurezza.
Leonardo Notarbartolo venne arrestato nel 2003, ma il bottino non fu mai recuperato. Secondo la sua versione, la banda sarebbe stata truffata da un misterioso complice che avrebbe preso i diamanti prima della fuga.
#5. Volo Lufthansa (1978)
Gioielli e contanti (5,9 milioni di dollari)
Il colpo al volo Lufthansa, avvenuto il 11 dicembre 1978 all’aeroporto JFK di New York, è uno dei furti più famosi della storia americana, noto anche per il suo legame con la mafia italo-americana. Il colpo fu orchestrato dalla famiglia criminale Lucchese e rese celebre il gangster James “Jimmy the Gent” Burke, la cui storia ispirò il film Quei bravi ragazzi (1990) di Martin Scorsese.
L’operazione si basava sulle informazioni fornite da Louis Werner, un impiegato Lufthansa fortemente indebitato per il gioco d’azzardo. Werner rivelò alla banda che all’interno di un magazzino dell’aeroporto JFK venivano custoditi milioni di dollari in contanti e gioielli, provenienti da voli intercontinentali.
La notte del furto, sei uomini armati irruppero nel deposito Lufthansa, immobilizzarono il personale e in meno di un’ora svuotarono la cassaforte. Il tutto avvenne senza sparare un solo colpo. Dopo aver caricato il bottino su un furgone, i rapinatori scomparvero nella notte.
L’FBI lanciò un’indagine immediata, ma la maggior parte dei membri della banda fu eliminata nei mesi successivi per evitare fughe di notizie. James Burke, considerato il mandante, non venne mai formalmente incriminato per il furto, ma fu condannato per altri crimini e morì in carcere nel 1996.
#6. Green Vault di Dresda (2019)
Diamanti e pietre preziose (113 milioni di euro)
Il furto al Green Vault di Dresda, avvenuto il 25 novembre 2019, è considerato uno dei colpi d’arte e gioielleria più audaci della storia moderna. Il Gruenes Gewölbe (Volta Verde) è uno dei più antichi e prestigiosi musei d’Europa, situato nel palazzo reale di Dresda, in Germania. Custodisce una collezione di gioielli, manufatti d’oro e pietre preziose risalenti al XVIII secolo, appartenenti alla dinastia sassone dei Wettin.
Il furto avvenne all’alba: un gruppo di almeno quattro ladri disattivò l’alimentazione elettrica dell’area, oscurando le telecamere di sorveglianza. I criminali forzarono una finestra e, una volta all’interno, utilizzarono asce per rompere le vetrine blindate, rubando gioielli di valore inestimabile. L’intera operazione durò meno di otto minuti, dopodiché i ladri si dileguarono su un’auto, ritrovata successivamente bruciata per eliminare prove.
Le autorità tedesche avviarono una vasta indagine, identificando legami tra il furto e la famiglia criminale Remmo, un clan noto per altri crimini simili. Nel 2022, sei sospetti furono arrestati e nel 2023 cinque di loro vennero condannati. Tuttavia, molti gioielli non sono stati ancora recuperati, alimentando il timore che siano stati smontati e venduti sul mercato nero.
#7. L’Oro di Mosca (1936)
510 tonnellate di oro (1,5 miliardi di dollari)
L’Oro di Mosca è uno degli episodi più controversi della storia politica e finanziaria della Guerra Civile Spagnola (1936-1939). Si riferisce al trasferimento della quasi totalità delle riserve auree della Spagna dall’allora governo repubblicano alla Unione Sovietica, ufficialmente per metterle al sicuro durante il conflitto.
Nel settembre 1936, mentre la guerra tra forze repubblicane e franchiste si intensificava, il governo del Frente Popular, guidato da Francisco Largo Caballero, decise di trasferire le riserve d’oro della Banca di Spagna per evitare che cadessero nelle mani di Francisco Franco. Con l’approvazione di José Stalin, l’oro venne caricato su quattro navi e inviato nel porto di Odessa, in URSS.
Una volta arrivato a destinazione, l’oro fu depositato nella banca centrale sovietica, ma solo una parte venne utilizzata per acquistare armi e rifornimenti per la Repubblica. Dopo la sconfitta repubblicana nel 1939, il generale Francisco Franco denunciò il trasferimento come un furto orchestrato dai comunisti. Da allora, il destino di gran parte di quell’oro rimase avvolto nel mistero, e la Spagna non ne rientrò mai in possesso.
#8. Brink’s Securmark di Roma (1984)
Contanti, gioielli e titoli (18 milioni di euro)
Il furto alla Brink’s Securmark di Roma, avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 novembre 1984, è stato uno dei colpi più spettacolari mai realizzati in Italia. Una banda di rapinatori altamente organizzata riuscì a penetrare nella sede della Brink’s Securmark, società specializzata nel trasporto e custodia di valori, portando via una somma record senza sparare un solo colpo.
Il colpo fu realizzato con estrema precisione. I rapinatori si introdussero attraverso le fogne, scavando un tunnel che collegava il sistema fognario al caveau della società. Una volta all’interno, riuscirono a neutralizzare i sistemi d’allarme e ad aprire la cassaforte senza destare sospetti.
La mattina seguente, quando gli impiegati arrivarono sul posto, trovarono il caveau completamente svuotato. L’operazione era stata talmente silenziosa e sofisticata che la polizia inizialmente non riuscì a comprendere come i ladri fossero entrati e usciti con una quantità così ingente di denaro.
Le indagini portarono all’individuazione di alcuni membri della banda, ma la maggior parte del bottino non fu mai recuperata. Il colpo alla Brink’s Securmark rimane ancora oggi uno dei furti più ingenti della storia italiana.
#9. Banco Central de Argentina (1935)
Contanti, oro e titoli (centinaia di milioni di euro)
Il furto al Banco Central de Argentina, avvenuto nel 1935, è uno dei colpi più misteriosi e meno documentati della storia criminale sudamericana. A differenza di altri celebri furti bancari, questo episodio rimane avvolto in un’aura di incertezza, con poche informazioni ufficiali e numerose teorie su come sia stato orchestrato.
L’episodio si sarebbe svolto a Buenos Aires, nella sede centrale della Banca Centrale Argentina, istituzione che gestiva le riserve auree e la stabilità finanziaria del Paese. Si ritiene che i ladri abbiano sfruttato una combinazione di corruzione interna e accessi segreti per penetrare nei caveau e prelevare un’ingente somma di denaro e oro.
Secondo alcune fonti, il colpo sarebbe stato facilitato da complicità tra funzionari bancari e politici corrotti, il che spiegherebbe il motivo per cui le indagini non portarono a risultati concreti. Alcuni sostengono che il furto venne deliberatamente insabbiato per evitare un crollo della fiducia nel sistema finanziario argentino.
Nonostante la mancanza di dettagli precisi, il furto al Banco Central de Argentina rimane una leggenda nella storia dei grandi colpi bancari, con ipotesi che spaziano dalla semplice rapina a un’operazione orchestrata ad alti livelli per spostare fondi illecitamente.
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